VIDEO MESSAGGIO - FACEBOOK 12/04/2018

Appello a tutti i colleghi d'Italia.

Se cadi sette volte, rialzati otto volte, fino all'ultimo ring io non mi arrendo, grazie a tutti i colleghi che mi vogliono bene.Sono quasi pronto al rientro.

 

Lettera aperta

Carissime colleghe, carissimi colleghi;
è tempo di far chiarezza, di rispondere a tutti i vostri quesiti in merito al mio mandato di delegato Cocer.

Lo faccio senza indugi, senza problemi, con la serenità di aver mantenuto tutti gli impegni sottoscritti con il personale.
In questa lettera vi elenco diversi argomenti che ho trattato in materia di : Riordino delle carriere; rinnovo del contratto; Precariato nelle Forze Armate; 2938; Ricongiungimento familiare; legge 104; 42 bis; Sblocco della massa salariale (assegni di funzione, classi e scatti); riforma della rappresentanza militare; noipa; ed altro ancora.

Per troppo tempo la nostra categoria svolgeva in passato il proprio operato all’interno della rappresentanza nell’anonimato, operando nei sottoscala delle altre categorie, trovando come pretesto “la delibera”, la delibera in sé stesso, senza iniziative extra al di fuori dei palazzi, diventa “carta straccia”.
Il delegato non deve essere il classico militare “formale”, non siamo qui a Roma per fare “la rappresentanza di facciata”, né tanto meno possiamo partecipare alle passerelle di moda, oppure emozionarsi davanti alle stelle argentate, qui si lotta, è basta.
Io di fatto vi dimostrerò con i fatti, che sono uno di “lotta”, non mi limito alle sole informazioni è basta.
Di fatto sono in assoluto il primo “Graduato”, che è riuscito ad emergere pubblicamente ad essere addirittura oggetto in positivo di attenzioni della stampa nazionale che riportavano le mie dichiarazioni a favore della categoria (il venerdì di repubblica, il giornale di Sicilia, il Tempo, il giornale, l’espresso, ansa, tg sky 24, tg mediaset, libero, il fatto quotidiano), nei social come portale difesa.it oppure forzearmate.net 
Le mie istanze come ad esempio la questione dei precari, la mia contrarietà al riordino delle carriere, al prematuro contratto, noipa, la 2938, la circolare d’indice di massa corporea, ed altro ancora sono stati oggetto di interpellanze parlamentari alla Camera e al Senato.
Ed onestamente mai la nostra categoria aveva raggiunto tanta visibilità nei palazzi e negli organi di stampa, ed è stata questa la mia prima vera rivoluzione, partendo da zero. 
Spesso qualcuno a sproposito mi chiede i risultati, io sono “uno” che opera all’interno di uno strumento della rappresentanza “obsoleto”, è già qualcosa che finalmente i nostri problemi entrano a far parte del dibattito pubblico e politico, fino al 2007 si parlava solamente di altre categorie, noi non eravamo per niente considerati.

Blocco della massa salariale (assegni di funzione, classi e scatti):
In Commissione Difesa al Senato, il 13 luglio 2014 in occasione di un incontro del Cocer presso la IV Commissione al Senato, nel mio intervento denunciavo le condizioni dei colleghi che si trovavano alle soglie della povertà. Da quel giorno in poi, iniziarono una serie di attività contro il governo. 

  • Il 27 agosto 2014, sono stato il primo ed unico delegato Cocer, a titolo personale insieme ad altri colleghi ad unirsi di fatto non a parole, al Flash Mob organizzato dai sindacati di Polizia, della Penitenziaria, della forestale e vigili del fuoco in Piazza del Popolo a Roma.
  • Rilasciavo un’intervista al tempo e il tg SKY 24 denunciando quanto segue “la misura è colma, si sacrifichi anche la casta”, 
  • Il 24 sempre 2014, partecipo a titolo personale, in licenza “l’unico delegato Cocer presente, insieme ad un gruppo di colleghi” alla grande manifestazione del dissenso contro il governo, organizzata dai gruppi del comparto difesa e sicurezza, eravamo in 500, ed onestamente dei leoni delle tastiere che tanto mi screditano non c’era nessuno, vabbè lasciamo stare, che è meglio, in quell’occasione in piazza ho rappresentato la nostra condizione a diversi esponenti politici del centro destra, del movimento cinque stelle, e del governo.
  • In aula del mappamondo alla Camera dei Deputati, nel mio intervento ospiti del Movimento Cinque Stelle dove partecipava il capo politico Di Maio, segnalavo la nostra condizione economica alle soglie della povertà.

Il risultato?
Al termine di questo lungo periodo di protese, il governo avvia lo sblocco degli assegni di funzione, classi e scatti, ed onestamente, abbiamo centrato l’obbiettivo. Nel mese di aprile del 2015, partecipo all’incontro indetto dalla IV° Commissione Difesa in tema di riforma della rappresentanza, nel mio intervento dinanzi a tutti i membri dei vari gruppi parlamentari presenti di Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia, il Pd, sinistra e libertà, Movimento Cinque Stelle, nel mio intervento ho presentato un documento specifico che chiedeva l’estensione dei diritti sindacali ed associativi per i militari, allo stesso livello dei colleghi in Europa, portando di fatto, la vostra voce all’attenzione della politica.

Il periodo dell'oscurità: 
Dal 2015 al 2017 il mio mandato fu condizionato ed ancora lo è , da una serie di provvedimenti disciplinari nei miei riguardi, basti pensare che pur non essendo presente al mio reparto in quanto comandato su Roma, sono stato oggetto di una serie di provvedimenti disciplinari ed altro, che in sintesi sono: 13 giorni di consegna semplice (in tre provvedimenti), un processiono di rigore con circa una trentina di atti d’accusa nei miei riguardi, scaricati dal mio portale, tra i quali vi erano materie anche trattate con delibera dalla rappresentanza militare come ad esempio il progetto della ricollocazione dei reparti militari al sud, ed altre posizioni assunte dal sottoscritto per informare il personale della mia volontà dell’estensione dei diritti sindacali dei militari. Nel frattempo, scopo di essere indagato per diffamazione pluri aggravata e continuata e disobbedienza, dalla Procura Militare (indagine chiusa nel 2017), per una denuncia ad opera di alcuni miei superiori, dove sono stati interrogati circa un centinaio di colleghi in tutto il territorio nazionale, (mi astengo da ogni mia considerazione, per rispetto delle autorità inquirenti). Non solo mi ritrovo l’abbassamento repentino delle note caratteristiche da eccellente a nella media, poi rialzate dopo un mio ricorso al tar e per intervento dell’autorità di Persomil che in autotutela ordinava chi che sia a rialzare le note caratteristiche. 
Sono stato per brevi periodi (non più di 30 giorni) in convalescenza per via della circolare Indice di massa corporea, ma alla fine sono sempre rientrato più forte di prima. Mi viene lo sdegno quando certi “ipocriti” iniziano in maniera meschina ad insultarmi, a scrivere che io penso al mio profitto oppure interessi personali.

Non potendo ottenere i risultati attraverso le delibere, visto una certa chiusura da parte dell’autorità affiancata a risolvere le nostre problematiche, le mie istanze venivano riprese dai parlamentari, ecco alcuni esempi:

  • 23 febbraio 2016 l’onorevole Zaccagnini alla Camera, presenta l’interrogazione parlamentare al Ministro della Difesa, per sapere quali iniziative intende intraprendere per tutelare la professionalità dei Graduati rivedendo l’attuale circolare 2938;
  • 25 maggio 2016 l’onorevole Zaccagnini alla Camera, presenta una seconda interrogazione parlamentare al Ministro della Difesa dove puntualizza la condizione di stagno dal punto di vista parametrale dei Graduati (ricordate questo passaggio), specificando che il graduato raggiungendo il grado apicale subisce di colpo un appiattimento dei parametri che determina delle conseguenze negative a livello pensionistico. Sempre nell’interrogazione rimarca della necessità di un riordino delle carriere che ridimensioni qualsiasi penalità nelle progressioni delle carriere e tenga conto della questione degli ex 958;

Queste due interrogazioni parlamentari, scaturite dopo un incontro personale con l’On. Zaccagnini, gioco forza mi riporta al nuovo riordino delle carriere.

Il Riordino delle carriere:
Tutti conoscono che la mia posizione sul riordino delle carriere, resta sempre la stessa “unificazione dei ruoli, graduati e sergenti”, e carriere aperte. 


Nel primo riordino che il governo voleva chiudere prima del voto del referendum del 2016 io mi sono dissociato come tutti con la famosa “dieta” ed altro contro un riordino che non offriva nulla alla nostra categoria, ed era molto peggio di quello attuale, come riportato da un articolo dell’epoca del giornale a firma della giornalista Chiara Giannini (da sempre attenta alle condizioni dei militari), che riporta la mia posizione dove mi dissociavo.
Quando abbiamo cestinato il primo riordino, sono iniziate le trattative per il riordino attuale, che per carità io ho continuato da un lato a contestare ma allo stesso tempo ho fatto la mia parte per portare qualche vantaggio al personale e mantenere i miei impegni per cui sono stato eletto ed ecco in basso i risultati che abbiamo ottenuto tra mille difficoltà con il COCER undicesimo mandato:

I SINTESI:
-Miglioramento della scala parametrale di tutto il ruolo, privilegiando gli apicali, uscendo dalla cosiddetta stagnazione parametrale che nel tempo avrebbe creato conseguenze negative a livello pensionistico:
-Introduzione di defiscalizzazione per il personale dei gradi iniziali, appartenente alle fasce economicamente più deboli;
-Concessione di un assegno “una tantum” (700 euro lordi) ai CMCS +8;
-8 punti parametrali per la qualifica speciale;
-Riduzione di un anno (da 5 a 4) per ottenere il grado apicale di CMCS;
-Valorizzazione del personale che partecipa ai concorsi interni (eliminando lo status di allievo ad esempio) per l’alimentazione del ruolo Serg. Mar. e Ufficiali di RS (in corso quest’ultimo di risoluzione);
-Valorizzazione professionale del ruolo con l’introduzione della Qualifica speciale che secondo la normativa concede maggiori responsabilità a chi ottiene la qualifica e gioco forza la 2938 attuale deve essere rivista per adeguarsi alla normativa vigente sul riordino delle carriere;

- Resto perplesso sugli effetti del concorso marescialli destinato al personale ex 958 (le normative non sono chiare), spero che la nostra amministrazione recepisca le nostre proposte, ma sopratutto non ci siano disparità di trattamento sui posti disponibili.

In poche parole, siamo usciti di fatto dalla stagnazione del grado, abbiamo ottenuto più punti parametrali migliorando la nostra previdenza, pochi soldi maledetti e subito, senza trascurare i giovani. 
Fermo restando che da subito occorre lavorare insieme ai sindacati di Polizia per la realizzazione di un vero riordino che possa risolvere ulteriormente le carriere del personale non dirigente.

Noipa 
Dopo una serie di segnalazioni dei colleghi che ho letto su Facebook, ed ascoltato dalle miriadi di telefonate che ho ricevuto, dopo una serie di delibere, incontri tecnici, segnalazioni al vertice militare e politico, ma non cambiava nulla. Incontro per il solito caffè il Senatore Campanella, (ex sottotenente dell’Esercito al 24° Peloritani di Messina), gli spiego la problematica, gli faccio leggere i post, e subito il senatore si mette a nostra disposizione. Presentando insieme al senatore Bocchino, un’interrogazione al Ministro della Difesa a dicembre 2016, da li in poi il servizio e leggermente migliorato, ma non del tutto. 
Purtroppo, in questo settore la rappresentanza ha le mani legate, perché viene gestita dal Ministero dell’economia e delle finanze.

I Volontari in ferma prolungata i P4:
Nel 2016 un gruppo di giovani volontari in attesa del proprio passaggio in servizio permanente mi contattano, lamentandosi che nessuno si occupava di loro, che la loro problematica è passata nel dimenticatoio, invitandomi a fare qualcosa, per prima cosa mi sono documentato, poi nel 2016 sull’esperienza personale di come ho trattato il precariato dei VFB, suggerivo a loro di far qualcosa di eclatante, ovvero dovevamo riportare al centro del dibattito politico/istituzionale la questione dei precari, ed insieme a loro giocando di squadra abbiamo organizzato una bombing e-mail tempestando d’email tutti i membri delle due commissioni difesa della Camera e del Senato, ed intervengono subito con un post l’On. Rizzo del Movimento Cinque Stelle, l’On. Elio Vito di Forza Italia presenta un’interpellanza parlamentare alla ministra la problematica dei precari allo stesso modo intervengono i senatori Campanella e Bocchino.
Il Cocer presenta l’ennesima delibera, e incontro tecnico con lo SME per conoscere i numerici di coloro che transiteranno in servizio permanente.
Il sottoscritto oltre ad aver riportato al centro del dibattito politico/istituzionale la questione dei precari, in occasione dei propri incontri con il vertici politici e militari della difesa ottiene delle rassicurazioni sul passaggio in spe dei volontari, ma li ottiene anche scritte come dal 1° Reparto di SMD che rispondeva ai miei quesiti non solo sul riordino ma anche sulla questione dei precari. Eppure, come ringraziamento sono stato oggetto di alcuni attacchi ingenerosi nei miei riguardi di alcuni volontari p4 e sono passati per eroi coloro che di fatto non hanno fatto nulla, ma vabbè, resto sereno con la mia coscienza di aver contribuito attivamente anche in questo caso alla problematica dei p4, senza mai illudere nessuno, perché io non guardo solamente a quelli più anziani ma il mio pensiero è rivolto a tutti anche ai ragazzi in ferma prefissata.

Il Contratto:
Il rinnovo del contratto, come ho denunciato nell’occasione della mia intervista rilasciata al tg mediaset a gennaio del 2018 nel corso delle trattative con il precedente governo, visibile all’indirizzo di seguito:
(link: https://www.forzearmate.eu/…/video-news-rinnovo-contratto-…/) la mia posizione minoritaria all’interno del Cocer, era contro la firma del contratto, perché dopo dieci anni risulta scarso di risorse, i soldi dell’aumento non erano soddisfacenti, ed era più logico aspettare il nuovo governo, invece i sindacati di Polizia (come hanno fatto con il riordino delle carriere), hanno spinto per la firma, favorendo la posizione del governo, a quel punto io non essendo titolare nella scelta o meno della firma non potevo far altro che tentare di convincere la delegazione a non firmare, e alla fine hanno firmato. Detto questo a breve ci spetterà l’aumento con gli arretrati, ed abbiamo ottenuto almeno per il 2017 la riconferma della maggiorazione sul fesi +17 per i Graduati al fine di ricompensare il gap tra noi e i sergenti sugli assegni di funzione.

In occasione del mio ultimo incontro con Il nuovo Capo di SME Il Gen. C.A. Farina, che è stato mio comandante, un comandante che sicuramente porterà grandissimi risultati alla nostra forza armata oltre che la componente umana.
Ho sentito il bisogno di esprimere le mie criticità in qualità di delegato, sul fatto che dal 2016 abbiamo ancor oggi le nostre delibere, le nostre proposte, sono ferme in attesa di riscontro ad opera delle autorità preposte. 
Considero questo, una grande mancanza di rispetto non solo nei riguardi della rappresentanza militare, ma nei riguardi di tutto il personale.
Le delibere in questione sono:

  • Status giuridico VFP1/VFP4 delibera n. 21/2016 in data 13 ottobre 2016, relativa risposta alla delibera il 09/01/2017 del Capo di SME e discussa con il reparto di competenza martedì 13 marzo 2018
  • Pubblicazione 2938, riflessi sul benessere del personale delibera n.14/2016 in data 21/09/2016 risposta del Capo di SME il 21/09/2016
  • Linee guida per il trattamento delle condizioni di eccesso ponderale ed. 2016 delibera n. 15/2016 risposta del Capo di SME il 30/11/2016 discussa nel mese di maggio 2017 con relative proposte all’incontro tecnico.
  • “Esercizio del mandato di delegato Cocer e uso dei social media da parte del personale militare”, delibera n.23/2016 del 20 ottobre 2016 con relativa risposta del Capo di SME il 09/01/2017
  • Nomenclatura dei gradi del ruolo dei Graduati, delibera n.06/2017 in data 23 marzo 2017 con relativa risposta del Capo di SME in data 12 maggio 2017.
  • Si attende una risposta in merito alla costituzione del “Graduato di Corpo”;

Per quanto riguarda la questione dei colleghi in 104 e 42 bis non solo ho cercato con altri delegati sensibili alla materia di affrontarla sia al Coir e che al Cocer con tutte le difficoltà del caso, poichè da una risposta dell'autorità affiancata ad una delibera del COIR che trattava delle proposte in vertice rispondeva che non potevamo trattare materie di servizio.


A quel punto ho cercato di confrontarmi con la politica, ma non ho ricevuto le risposte che mi sarei aspettato, al governo non ti ascoltavano, all'opposizione uscivano fuori pretesti per giustificare che non potevano trattarla poichè non erano al governo.
Ed io ho insistito per far rientrare i colleghi dal nord e far restare i colleghi al centro sud che usufruiscono della legge 104 e 42 bis, proponendo un progetto che porto avanti dal 2010 "ricollocazione dei reparti militari al centro-sud", previsto peraltro dal libro bianco della difesa, visto che i nuovi scenari geopolitici vedono la minaccia della guerra e del terrorismo verso il sud "Africa -paesi arabi, medio oriente" questo progetto lo già trattato nel decimo mandato con la delibera n.9 in commissione difesa al senato e riproposta nel 2016 con il Cocer Comparto Difesa da inserire nei decreti discendenti 7 e 8 del 244;

Ecco, con questa lettera, ho voluto dimostrare che prima di accusare ed alzare il dito contro le persone, in particolare coloro che si espongono, si dovrebbe ragionare, valutare, ma soprattutto aver rispetto, di chi a pagato ed ha cercato di privilegiare gli interessi degli altri prima dei propri, auspico una certa maturità da parte dei colleghi che leggeranno questa lettere, sempre se verrà letta fino alla fine.

Per ulteriori informazioni visita il mio blog www.girolamofoti.net

Con affetto
Girolamo Foti

 

 

 

RAPPRESENTANZA MILITARE

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Militari, la solitudine del caporale Mirko paladino dei diritti.

La vera domanda da farsi per capire questa storia è una sola: capelli di lunghezza normale visti da un capitano alle 9 di mattina, possono diventare lunghi se visti da un colonnello a mezzogiorno? Pur con tutte le cautele del caso (si sa che un colonnello deve vedere meglio di un capitano) e a meno di improbabili interventi divini, dovremmo dire di no. Salvo che non funzioni come per il cavallo, Oculus domini saginat equum. Sia come sia, il caporal maggiore capo scelto (Cmcs) Girolamo Foti entrato nell’ufficio del suo comandante di compagnia al mattino, se ne esce senza che nulla succeda fino a tre ore dopo, quando lo stesso capitano lo chiama al telefono per avvisarlo che secondo il colonnello comandante del reggimento il Foti aveva i capelli lunghi. Detto così potrebbe essere un passaggio di un romanzo di Garcia Marquez: “Cosa ti aspettavi?” sospirò Ursula. “Il tempo passa”. “Così è”, ammise Aureliano, “ma non tanto”. Ma non è Marquez.

Il nostro Cmcs forse non era troppo d’accordo (d’altronde neppure il capitano sembrava esserlo, visto che non s’era accorto di questo soldato capellone), ma per quieto vivere va dal barbiere. Mica un figaro qualunque, sia chiaro. No, quello dello Stato maggiore di Roma dove il nostro Girolamo si reca e si fa fare anche un’opportuna dichiarazione: “Il delegato Cocer Foti prenotava regolarmente il taglio dei capelli e, successivamente, venivano tagliati secondo le norme vigenti” (la sintassi è loro, n.d.r.). Dove l’enfasi è naturalmente su quel secondo le norme vigenti. Dimenticavo, il Foti non è un caporaletto imberbe ma capellone. No, è un signore di una quarantina d’anni, che ha alle spalle anche un paio di missioni all’estero, ed è delegato del Cocer, l’organismo nazionale che rappresenta (dovrebbe rappresentare?) i militari italiani. Lo è già da due mandati, il che vuol dire che è anche un personaggio popolare, rieletto dai suoi commilitoni. Ma forse è questa sua popolarità tra la truppa che lo rende meno digeribile ai suoi capi. È uno che ha un suo blog che si apre con una citazione dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e ha in home page la foto di Falcone e Borsellino. Un rompiscatole dunque, così a prima vista.

Ora, per una strana torsione della storia, il capello lungo, vero o presunto, oggi è visto come un segno di disordine morale e di scarse qualità guerresche. Eppure gli opliti spartani, del cui ardore bellico nessuno osa dubitare, si raccoglievano i capelli in lunghe trecce prima di combattere. E il generale Custer dalla lunga chioma bionda? Venne sconfitto a Little Big Horn il giorno in cui andò dal barbiere, come canta Tom Paxton in How Come The SunGeneral Custer told me, “we’re going for a ride/Out along the Big Horn River, where the water is deep and wide./Soon as I get my hair done, we will win the war. Fatti i capelli, vinceremo la guerra. Detto fatto. Chissà, forse i capi di Foti speravano che andando dal barbiere facesse la fine di “Yellow Hair” Custer o di un Sansone qualsiasi.

Per farla breve, la visita dal barbiere e il taglio secondo “le norme vigenti” non sono sufficienti per evitare al Foti la sanzione: tre giorni di consegna. Neanche fosse uno studentello disubbidiente. Naturalmente il nostro fa ricorso (a chi? Ma al colonnello che aveva detto al capitano di punirlo per i capelli lunghi: vedi alla voce “garantismo”). Vedremo come va a finire, anche se sono pronto ad accettare scommesse. Alla fine, dirà il benpensante, non è poi successo granché, a parte che dare tre giorni di consegna a uno che rappresenta cinquantamila militari è una cosa grave in barba (e capelli) a tutte le norme che dovrebbero tutelare la libertà e l’autonomia dei rappresentanti.

Ma il bello deve ancora arrivare perché l’8 maggio Girolamo “Mirko” Foti si vede recapitare un’altra contestazione, questa volta più pesante che potrebbe comportargli una consegna di rigore. Gli si contesta di aver svolto “attività connessa con la Rappresentanza militare al di fuori dell’Organo di appartenenza avendo assunto la Presidenza dell’Organismo/Associazione Movimento Libera Rappresentanza”. Ohibò, questa è grave. Presidente di un’associazione denominata Libera Rappresentanza. Che cerca? Che vuole? Sembra un pacioccone, il Foti, ma quasi di sicuro è un cognato di al Baghdadi, se non forse al Baghdadi stesso. D’altronde basta leggere lo statuto dell’associazione, chiaramente sovversiva come si capisce dall’uso della Fenice nel loro simbolo. La Fenice, ricordate, è araba. Serve altro? Vi devo mostrare i barconi? Che poi ci sia scritto che lo scopo dell’Associazione è “la promozione della solidarietà e della responsabilità per costruire una nuova qualità del vivere civile” è chiaramente un inganno, un modo per confondere i sempliciotti. E poi, che c’entra il vivere civile con i militari? Ma c’è quel “libera rappresentanza” che fa forse scattare la violazione dei regolamenti (quali? Nessuno lo sa, a dire il vero. Forse bisogna chiederlo al colonnello Aureliano Buendía). Come si permette costui di parlare di rappresentanza. Libera poi, una follia.

In effetti chi ha fatto scrivere questa contestazione al Foti su carta intestata del 46° Reggimento trasmissioni deve soffrire di una sorta di reazione pavloviana alla parola “rappresentanza”. Se la legge o la sente pronunciare nel raggio di un chilometro afferra il regolamento di disciplina con la stessa velocità con cui Billy The Kid impugnava la Colt. “Soldato cosa facevi da civile?”. “Lavoravo in una rappresentanza di tè e coloniali”. “Stai punito, dieci giorni di rigore per aver usato la parola rappresentanza senza autorizzazione”.

La vicenda, in realtà, è molto seria. E stranamente questo inusitato accanimento contro il Foti viene dopo che lo stesso in un paio di occasioni si è detto favorevole a un sindacato per i militariDiritto riconosciuto recentemente dalla Corte europea dei diritti dell’uomo ma evidentemente indigesto alle alte sfere delle forze armate e probabilmente anche alla generala Pinotti che ha fatto scrivere, in quello che pomposamente chiama Libro bianco della Difesa, che lo stesso non si sarebbe occupato del “complesso (sic) tema della Rappresentanza Militare, … essendo prerogativa dell’azione del Parlamento”. Straordinario come un governo che mette questioni di fiducia a raffica su temi che non sono di sua competenza (certo, al confronto si tratta di questioncelle: riforma costituzionale, legge elettorale truffa) dimostri invece tanta sensibilità istituzionale su un tema come i diritti dei militari.

D’altronde quando un governo sceglie di massacrare i rapporti sociali, e una ministra si fa dettare la linea in alternativa dagli stati maggiori e da Finmeccanica, è ovvio che le prime vittime sono i diritti e i loro portatori. Certo, se l’associazione criminogena di Foti aderisse a qualcosa come il Rotary o i Lions magari non sarebbe successo nulla. D’altronde sono club, quelli, mica rappresentanze.

Fonte: https://www.ilfattoquotidiano.it/2015/05/16/militari-la-solitudine-del-caporale-mirko-favorevole-al-sindacato/1689527/

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Correva l'anno 2015

Esercito, delegato in sciopero della fame: “Punito per battaglie in difesa dei militari”

“Da sabato ho iniziato lo sciopero della fame perché da quando ho cominciato a battermi per l’ampliamento dei diritti sindacali e associativi nell’Esercito e denunciato lo sblocco degli emolumenti a favore di alcuni dirigenti militari ho subito una serie di sanzioni disciplinari da parte dell’amministrazione”. Così il caporal maggiore Girolamo Foti, delegato del Cocer Interforze, ai microfoni de ilfattoquotidiano.it. Una situazione tutta italiana o quasi perché “nella maggior parte dei paesi europei i militari hanno un vero sindacato, noi invece non abbiamo potere di contrattazione o di intervenire nei casi di demansionamento del personale”. Le istanze portate avanti in questi mesi secondo Foti, non solo non sono state prese in considerazione dai vertici militari, ma hanno coinciso con una serie di provvedimenti contro di lui. “Un esempio? Mi hanno dato tre giorni di consegna – racconta – per il mancato taglio dei capelli. Ero diretto a Palermo all’arrivo, come comunicato, avrei fatto il taglio e invece ho trovato il provvedimento“. “Per dieci anni ho partecipato ad operazioni militari all’estero e devo dire che vivevo quel periodo con più serenità rispetto a quello attuale di delegato Cocer”. Dopo mesi di battaglie e istanze a favore della base inascoltate Foti ha deciso di alzare il tiro e da sabato non mangia più. “Terminerò lo sciopero della fame – conclude – quando verrò ricevuto dai vertici e dal ministro della Difesa”. Contattati sul caso di Girolamo Foti, i dipartimenti competenti dell’Esercito Italiano non ci hanno ancora risposto di Paolo Dimalio e Luca Teolato. (Fonte: ilfattoquotidiano)

GUARDA IL VIDEO DELL'INTERVISTA

Nel corso dell'unidcesimo mandato del COCER

(In coincidenza all'insediamento dell'ultimo vertice militare e politico della Difesa)

Il delegato COCER Girolamo Foti (rappresentante del ruolo dei Graduati e Volontari dell'Esercito) ha subito quanto segue:

  • N. 13 giorni di consegna semplice (periodo mar/nov);
  • Un processino di rigore (per attività attinenti alla rappresentanza militare), di cui all'interno del processino vi era nella Commissione un delegato COCER della Categoria Sergenti che ha sottoscritto il verbale del provvedimento disciplinare culminato con 3 giorni consegna semplice al delegato Foti;
  • Abbassamento repentino delle note caratteristiche da eccellente a nella media;
  • Segnalazione alla Procura militare di Napoli nel mese di aprile 2015 con l'accusa di : "diffamazione pluri aggravata e continuata su facebook" e " disobbedienza" con un anno e mezzo d'indagini, hanno interrogato (indagini concluse) circa 112 militari in tutto il territorio nazionale, ed hanno lavorato per Foti circa 100 caserme dei Carabinieri manco se fosse il Boss Messina Denaro, ovviamente il tutto a spese dei contribuenti italiani.
  • Il Gabinetto del Ministro della Difesa ha rigettato la richiesta di audizione di Girolamo Foti;
  • Il Cocer Comparto Difesa ha deliberato nel 2016 sulla tutela del Delegato allegando un dossier dei fatti accaduti al delegato Foti si attende ad oggi la risposta del Capo di Stato Maggiore della Difesa il Gen. C. A . Graziano;
Girolamo Foti è difeso dagli avvocati Leonardo Bitti (già delegato Cocer del X° Mandato e medaglia di bronzo al valor dell'Esercito) e dall'avv. Francesco Pandolfi, il Movimento Libera Rappresentanza in quanto parte società civile sosterrà le difese del nostro Presidente Girolamo Foti fino all'ultimo, in quanto dovrà emergere la verità è probabile che questa storia ha recato enormi danni d'immagine al presidente, al movimento, a tutta la nostra organizzazione civile.
 
Forza Girolamo 
Gli amici di Libera Rappresentanza
 
Il vice Presidente
Francesco Damasco 
(Contribuente dello Stato)
 
Palermo 23/08/2017
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  • 29.06.2016 22:09

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