IL CONTRATTO

tra Girolamo Foti nato a Palermo il 11 luglio 1974, che in accordo a tutti i colleghi d’Italia che hanno sottoscritto il presente contratto, si conviene e stipula quanto segue: Il sottoscritto Girolamo Foti, nel caso verrà rieletto in tutti i livelli della rappresentanza, si impegnerà formalmente a sostenere ed avviare iniziative utili nei primi due anni del prossimo mandato che verrà i seguenti obbiettivi: (per leggere i 18 punti della bozza del contratto e condividerlo cliccami).

 

IL FARE !

 

Il Delegato nazionale del Cocer Esercito Girolamo Foti: “Adesso il Sindacato per i militari” il tempo delle chiacchiere è scaduto.

Il Delegato nazionale del Cocer Esercito Girolamo Foti dichiara – adesso esca una legge che finalmente risponda alle reali esigenze del personale in tema di tutela dei propri diritti, ovvero l’associazionismo professionale a carattere sindacale,distaccato per competenza dall'amministrazione con tutte le sue peculiarità allo stesso modo delle trenta associazioni sindacali dei militari in Europa – prosegue Foti - non può esistere allo stesso tempo la convivenza del soldato e del delegato, sono due cose distinte è separate, ciò non significa rinnegare il proprio lavoro, 
Per dimostrare il fallimento dell'attuale strumento di rappresentanza iniziamo da subito dall'assenza di risultati in merito alle delibere "incompiute" del Cocer Esercito datate 2016 che trattavano questi argomenti: la circolare 2938 (peggiorativa rispetto alla precedente edizione), il cambio di nomenclatura dei gradi, il Graduato di Corpo, il sacchetto viveri, la circolare I.M.C. la diversa applicazione della circolare che disciplina il recupero compensativo al personale da reparto a reparto, ed altro ancora, apparentemente sono delle semplici proposte elementari richieste dalla maggioranza personale appartenente al ruolo dei Graduati, che non incidono sui costi di bilancio dell'Esercito, che riportano altresi un minimo di benessere a costo zero, queste proposte rimangono ad oggi incompiute, creando malessere è sfiducia del personale nei riguardi dei componenti della rappresentanza militare e della rappresentanza in generale, quindi giocoforza è chiaro che in questo caso le delibere non hanno alcun valore, sono dei semplici fogli di carta, più si scende di livello nella rappresentanza militare, più si nota l’inutilità, l'efficacia e la considerazione verso questo strumento militare orma reso inutile è obsoleto, non solo, addirittura certi allegati alle nostre delibere diventano oggetto di processo a discapito di chi ricopre questo ruolo a livello nazionale senza alcuna tutela della propria autorità affiancata nelle aule giudiziarie come la famosa “delibera 42 del Cocer Comparto Difesa” “Tutela del delegato”, - conclude Foti - aspettiamo a braccia aperte “il sindacato dei militari” con tutte le sue peculiarità per riportare quel principio di equità e di giustizia che ad oggi non si nota all'interno della rappresentanza militare.

Iniziativa a titolo personale - libera espressione del pensiero ai sensi dell'Art.21 della Costituzione italiana.

Girolamo Foti* 
(Delegato Cocer Interforze Sez.E.I. - Ruolo Graduati e Volontari di Truppa X° e XI° mandato).

Link: www.girolamofoti.net 
girolamofoti@yahoo.it
Tel. 3474618595

 

RAPPRESENTANZA MILITARE

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COSA HA SUBITO NEL CORSO DELL'UNDICESIMO MANDATO ?

Ricordiamo a tutti i lettori che la Ministra della Difesa la Senatrice Pinotti del Partito Democratico non ha mai risposto alle varie interrogazioni parlamentari che interessavano il delegato Foti, il suo Gabinetto ha pure rigettato la richiesta di audizione formalizzata dallo stesso Foti.
 
Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 616 del 27/04/2016

CAMPANELLABOCCHINO - Al Ministro della difesa - Premesso che:

il consiglio centrale di rappresentanza (COCER) è vigente ai sensi del codice dell'ordinamento militare (decreto legislativo n. 66 del 2010) e regolamentato dal testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare (decreto del Presidente della Repubblica n. 90 del 2010);

una delle principali funzioni dell'organismo è quella di valutare l'opportunità o meno di "sindacare" l'operato dell'amministrazione difesa in funzione dei riflessi sul benessere del personale in applicazione di norme e circolari interne;

l'organismo viene anche convocato in sede parlamentare, qualora, in funzione del tema specifico, sia prevista normativamente l'acquisizione del parere della rappresentanza militare in merito alle riforme o ai provvedimenti normativi in corso di approvazione riferiti al comparto difesa e sicurezza;

considerato che, per quanto risulta agli interroganti:

il delegato nazionale del COCER dell'Esercito, caporal maggiore capo scelto Girolamo Foti, che risulta essersi da sempre distinto positivamente nello svolgimento del proprio mandato, tanto da divenire punto di riferimento per molti suoi colleghi, dal 23 marzo 2015 risulta essere stato sottoposto ad un'anomala serie di provvedimenti disciplinari dalla catena di comando, sia del proprio reparto, sia degli organi di vertice;

il primo provvedimento disciplinare è culminato con 3 giorni di consegna (atto n. 0003897/CCSL/5.8.2, reso in data 13 aprile 2015); il secondo è culminato con 3 giorni di consegna (come da verbale n. 0007848 Cod. Id. VOL ind. Class. 5.8.3, reso in data 20 maggio 2015); il terzo è culminato con 7 giorni di consegna (atto prot. n. 00012107/CCSL/5.8.3 e reso in data 17 novembre 2015);

nel marzo 2015, egli riceveva una notifica da parte dal proprio comandante di compagnia per un provvedimento disciplinare per futili motivazioni, nel quale emergeva chiaramente che i profili accusatori del provvedimento non risultavano conformi ai dettami normativi, poiché non venivano puntualmente indicati i fatti o atti oggetto di censura o quantomeno reputati tali. In particolare, si leggeva che: "presentatosi in caserma per disbrigo pratiche amministrative connesse al servizio di rappresentanza Cocer con aspetto poco decoroso della persona, nella fattispecie portava i capelli lunghi"; questo provvedimento è culminato con 3 giorni di consegna;

in quell'occasione, dopo aver fatto ricorso gerarchico al comandante di reggimento con scarsi risultati, lo stesso ha presentato ricorso al tribunale amministrativo regionale per la Sicilia al fine di far valere le proprie ragioni, ottenendo intanto dalla Direzione generale per il personale militare la revisione delle note caratteristiche, risalite da "nella media" a "superiore alla media";

nel maggio 2015, il delegato Foti veniva convocato dal proprio comandante di corpo, il quale gli notificava un altro avvio di procedimento disciplinare per l'irrogazione di un'eventuale sanzione di consegna di rigore;

anche in questo caso, i profili accusatori del provvedimento, a quanto risulta agli interroganti, non erano conformi ai dettami normativi poiché non venivano puntualmente indicati i fatti o atti oggetto di censura o quantomeno reputati tali;

tale secondo provvedimento disciplinare era frutto del "monitoraggio" dei profili social privati posto in essere al fine di "osservare" le attività private del delegato, in particolare al di fuori dell'orario di servizio;

in data 19 ottobre 2015, veniva notificata, dal comandante di compagnia del 46° reggimento, il terzo provvedimento disciplinare a seguito di un'intervista rilasciata dal delegato Girolamo Foti a "il Fatto Quotidiano" e pubblicata in data 10 ottobre 2015;

in questa occasione veniva intimata una sanzione di 7 giorni di consegna semplice, adducendo futili motivazioni, sostenendo la mancata autorizzazione dell'autorità superiore inerente alla possibilità di rilasciare interviste in violazione dell'art. 1472, comma 1, del decreto legislativo n. 66 del 2010, in quanto qualificatosi "Delegato Cocer" avrebbe trattando "argomenti di servizio e/o ad essi ricollegabili";

motivazioni contestate dallo stesso Foti, che, evidenziando il fatto che ai delegati non viene mai negata la possibilità di rapportarsi con la stampa a titolo personale, non si presentava al Fatto Quotidiano come delegato Cocer e rilasciava dichiarazioni in maniera sintetica e non specifica nel rispetto della libertà di pensiero (art. 21 della Costituzione) spiegando la sua vicenda senza entrare in materie attinenti alla sicurezza delle infrastrutture;

considerato che:

al delegato Girolamo Foti, a quanto risulta agli interroganti, non è stato concesso di conferire gerarchicamente con il Ministro in indirizzo per esporre le ragioni che hanno condizionato e limitato il proprio mandato;

risulta agli interroganti che egli abbia più volte denunciato la possibilità di essere vittima di mobbing da parte dei suoi organi superiori, adducendo come motivazione il fatto di aver anteposto pubblicamente resistenze ad alcune situazioni che vedono demansionato il proprio personale rappresentato, ovvero ripartizioni economiche su emolumenti alquanto anomale, nonché aver manifestato pubblicamente il proprio dissenso sulla riforma della rappresentanza militare, privilegiando e sostenendo una riforma su chiave sindacale, soprattutto alla luce delle recenti sentenze della CEDU;

risulta inoltre agli interroganti che egli sia stato sottoposto ad altre disposizioni che, specie se valutate complessivamente, appaiono seriamente opinabili, fino a far paventare una limitazione del mandato elettivo rivestito, attraverso la minaccia della sua sottoposizione alla procedura sanitaria di misurazione dell'IMC (indice di massa corporea) per un successivo invio in licenza di convalescenza;

considerato inoltre che:

altri casi simili, a quanto risulta agli interroganti, avvengono in particolare all'interno del COCER Esercito, mentre nelle altre sezioni della rappresentanza militare (Marina, Aeronautica, Guardia di finanza e Carabinieri) non esistono ad oggi casi analoghi;

a parere degli interroganti, un intervento ispettivo del Ministro in indirizzo risulterebbe opportuno, al fine di chiarire i fatti esposti, che ad oggi hanno limitato il mandato del delegato Girolamo Foti,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative di competenza intenda adottare in merito, affinché il delegato Girolamo Foti, eletto per il secondo mandato consecutivo, venga messo nelle condizioni di rappresentare il personale senza subire indebite pressioni.

(4-05713)

 

Correva l'anno 2015

Esercito, delegato in sciopero della fame: “Punito per battaglie in difesa dei militari”

“Da sabato ho iniziato lo sciopero della fame perché da quando ho cominciato a battermi per l’ampliamento dei diritti sindacali e associativi nell’Esercito e denunciato lo sblocco degli emolumenti a favore di alcuni dirigenti militari ho subito una serie di sanzioni disciplinari da parte dell’amministrazione”. Così il caporal maggiore Girolamo Foti, delegato del Cocer Interforze, ai microfoni de ilfattoquotidiano.it. Una situazione tutta italiana o quasi perché “nella maggior parte dei paesi europei i militari hanno un vero sindacato, noi invece non abbiamo potere di contrattazione o di intervenire nei casi di demansionamento del personale”. Le istanze portate avanti in questi mesi secondo Foti, non solo non sono state prese in considerazione dai vertici militari, ma hanno coinciso con una serie di provvedimenti contro di lui. “Un esempio? Mi hanno dato tre giorni di consegna – racconta – per il mancato taglio dei capelli. Ero diretto a Palermo all’arrivo, come comunicato, avrei fatto il taglio e invece ho trovato il provvedimento“. “Per dieci anni ho partecipato ad operazioni militari all’estero e devo dire che vivevo quel periodo con più serenità rispetto a quello attuale di delegato Cocer”. Dopo mesi di battaglie e istanze a favore della base inascoltate Foti ha deciso di alzare il tiro e da sabato non mangia più. “Terminerò lo sciopero della fame – conclude – quando verrò ricevuto dai vertici e dal ministro della Difesa”. Contattati sul caso di Girolamo Foti, i dipartimenti competenti dell’Esercito Italiano non ci hanno ancora risposto di Paolo Dimalio e Luca Teolato. (Fonte: ilfattoquotidiano)

 

 

Militari, la solitudine del caporale Mirko paladino dei diritti.

La vera domanda da farsi per capire questa storia è una sola: capelli di lunghezza normale visti da un capitano alle 9 di mattina, possono diventare lunghi se visti da un colonnello a mezzogiorno? Pur con tutte le cautele del caso (si sa che un colonnello deve vedere meglio di un capitano) e a meno di improbabili interventi divini, dovremmo dire di no. Salvo che non funzioni come per il cavallo, Oculus domini saginat equum. Sia come sia, il caporal maggiore capo scelto (Cmcs) Girolamo Foti entrato nell’ufficio del suo comandante di compagnia al mattino, se ne esce senza che nulla succeda fino a tre ore dopo, quando lo stesso capitano lo chiama al telefono per avvisarlo che secondo il colonnello comandante del reggimento il Foti aveva i capelli lunghi. Detto così potrebbe essere un passaggio di un romanzo di Garcia Marquez: “Cosa ti aspettavi?” sospirò Ursula. “Il tempo passa”. “Così è”, ammise Aureliano, “ma non tanto”. Ma non è Marquez.

Il nostro Cmcs forse non era troppo d’accordo (d’altronde neppure il capitano sembrava esserlo, visto che non s’era accorto di questo soldato capellone), ma per quieto vivere va dal barbiere. Mica un figaro qualunque, sia chiaro. No, quello dello Stato maggiore di Roma dove il nostro Girolamo si reca e si fa fare anche un’opportuna dichiarazione: “Il delegato Cocer Foti prenotava regolarmente il taglio dei capelli e, successivamente, venivano tagliati secondo le norme vigenti” (la sintassi è loro, n.d.r.). Dove l’enfasi è naturalmente su quel secondo le norme vigenti. Dimenticavo, il Foti non è un caporaletto imberbe ma capellone. No, è un signore di una quarantina d’anni, che ha alle spalle anche un paio di missioni all’estero, ed è delegato del Cocer, l’organismo nazionale che rappresenta (dovrebbe rappresentare?) i militari italiani. Lo è già da due mandati, il che vuol dire che è anche un personaggio popolare, rieletto dai suoi commilitoni. Ma forse è questa sua popolarità tra la truppa che lo rende meno digeribile ai suoi capi. È uno che ha un suo blog che si apre con una citazione dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e ha in home page la foto di Falcone e Borsellino. Un rompiscatole dunque, così a prima vista.

Ora, per una strana torsione della storia, il capello lungo, vero o presunto, oggi è visto come un segno di disordine morale e di scarse qualità guerresche. Eppure gli opliti spartani, del cui ardore bellico nessuno osa dubitare, si raccoglievano i capelli in lunghe trecce prima di combattere. E il generale Custer dalla lunga chioma bionda? Venne sconfitto a Little Big Horn il giorno in cui andò dal barbiere, come canta Tom Paxton in How Come The SunGeneral Custer told me, “we’re going for a ride/Out along the Big Horn River, where the water is deep and wide./Soon as I get my hair done, we will win the war. Fatti i capelli, vinceremo la guerra. Detto fatto. Chissà, forse i capi di Foti speravano che andando dal barbiere facesse la fine di “Yellow Hair” Custer o di un Sansone qualsiasi.

Per farla breve, la visita dal barbiere e il taglio secondo “le norme vigenti” non sono sufficienti per evitare al Foti la sanzione: tre giorni di consegna. Neanche fosse uno studentello disubbidiente. Naturalmente il nostro fa ricorso (a chi? Ma al colonnello che aveva detto al capitano di punirlo per i capelli lunghi: vedi alla voce “garantismo”). Vedremo come va a finire, anche se sono pronto ad accettare scommesse. Alla fine, dirà il benpensante, non è poi successo granché, a parte che dare tre giorni di consegna a uno che rappresenta cinquantamila militari è una cosa grave in barba (e capelli) a tutte le norme che dovrebbero tutelare la libertà e l’autonomia dei rappresentanti.

Ma il bello deve ancora arrivare perché l’8 maggio Girolamo “Mirko” Foti si vede recapitare un’altra contestazione, questa volta più pesante che potrebbe comportargli una consegna di rigore. Gli si contesta di aver svolto “attività connessa con la Rappresentanza militare al di fuori dell’Organo di appartenenza avendo assunto la Presidenza dell’Organismo/Associazione Movimento Libera Rappresentanza”. Ohibò, questa è grave. Presidente di un’associazione denominata Libera Rappresentanza. Che cerca? Che vuole? Sembra un pacioccone, il Foti, ma quasi di sicuro è un cognato di al Baghdadi, se non forse al Baghdadi stesso. D’altronde basta leggere lo statuto dell’associazione, chiaramente sovversiva come si capisce dall’uso della Fenice nel loro simbolo. La Fenice, ricordate, è araba. Serve altro? Vi devo mostrare i barconi? Che poi ci sia scritto che lo scopo dell’Associazione è “la promozione della solidarietà e della responsabilità per costruire una nuova qualità del vivere civile” è chiaramente un inganno, un modo per confondere i sempliciotti. E poi, che c’entra il vivere civile con i militari? Ma c’è quel “libera rappresentanza” che fa forse scattare la violazione dei regolamenti (quali? Nessuno lo sa, a dire il vero. Forse bisogna chiederlo al colonnello Aureliano Buendía). Come si permette costui di parlare di rappresentanza. Libera poi, una follia.

In effetti chi ha fatto scrivere questa contestazione al Foti su carta intestata del 46° Reggimento trasmissioni deve soffrire di una sorta di reazione pavloviana alla parola “rappresentanza”. Se la legge o la sente pronunciare nel raggio di un chilometro afferra il regolamento di disciplina con la stessa velocità con cui Billy The Kid impugnava la Colt. “Soldato cosa facevi da civile?”. “Lavoravo in una rappresentanza di tè e coloniali”. “Stai punito, dieci giorni di rigore per aver usato la parola rappresentanza senza autorizzazione”.

La vicenda, in realtà, è molto seria. E stranamente questo inusitato accanimento contro il Foti viene dopo che lo stesso in un paio di occasioni si è detto favorevole a un sindacato per i militariDiritto riconosciuto recentemente dalla Corte europea dei diritti dell’uomo ma evidentemente indigesto alle alte sfere delle forze armate e probabilmente anche alla generala Pinotti che ha fatto scrivere, in quello che pomposamente chiama Libro bianco della Difesa, che lo stesso non si sarebbe occupato del “complesso (sic) tema della Rappresentanza Militare, … essendo prerogativa dell’azione del Parlamento”. Straordinario come un governo che mette questioni di fiducia a raffica su temi che non sono di sua competenza (certo, al confronto si tratta di questioncelle: riforma costituzionale, legge elettorale truffa) dimostri invece tanta sensibilità istituzionale su un tema come i diritti dei militari.

D’altronde quando un governo sceglie di massacrare i rapporti sociali, e una ministra si fa dettare la linea in alternativa dagli stati maggiori e da Finmeccanica, è ovvio che le prime vittime sono i diritti e i loro portatori. Certo, se l’associazione criminogena di Foti aderisse a qualcosa come il Rotary o i Lions magari non sarebbe successo nulla. D’altronde sono club, quelli, mica rappresentanze.

Fonte: https://www.ilfattoquotidiano.it/2015/05/16/militari-la-solitudine-del-caporale-mirko-favorevole-al-sindacato/1689527/

 

Comunicati stampa

  • 24.05.2018 07:45

    Ho segnalato il problema (NOIPA) al Presidente della Camera On. Fico

    24 MAG 2018 — Il Presidente dell’associazione legalitaria e per la tutela dei diritti universali dell’uomo “Libera Rappresentanza” Girolamo Foti in partenza per Roma ha incontrato all’aeroporto di Palermo il Presidente della Camera l’On. Fico, anche lui di rientro a Roma dopo la sua...

  • 23.05.2018 05:15

    REGNA IL CAOS? CHE FINE HA FATTO L'ORDINE?

    FOTI (COCER) SIAMO NEL CAOS PIU’ TOTALE, RITARDI BIBILICI PER RICEVERE GLI ADEGUAMENTI STIPENDIALI E GLI ARRETRATI, TEMPI LUNGHI DEL PER COLORO CHE RICHIEDONO LE CESSIONI DI UN QUINTO, ERRORI SULLE BUSTE PAGHE, INCERTEZZE SUL FUTURO DEI VOLONTARI DELL’ESERCITO. Tempi biblici per ricevere gli...

  • 15.04.2018 17:29

    Diritti per i militari, ci siamo quasi.

    Onori all'Associazione "Assodipro" è proprio in questo periodo dove in tanti sperano di salire nel carro dei vincitori con umiltà, attraverso questo comunicato trasmetto la mia personale riconoscenza e ringrazio pubblicamente l'Associazione "Assodipro" che grazie al loro esclusivo impegno hanno...

  • 07.04.2018 16:00

    Resoconto del mio mandato di delegato COCER

      Lettera aperta Carissime colleghe, carissimi colleghi; è tempo di far chiarezza, di rispondere a tutti i vostri quesiti in merito al mio mandato di delegato Cocer. Lo faccio senza indugi, senza problemi, con la serenità di aver mantenuto tutti gli impegni sottoscritti con il personale. In...

  • 06.04.2018 15:20

    EX 958 CI VUOLE CHIAREZZA, BASTA FAKE NEWS AD OPERA DI CERTI PERSONAGGI, INTERVENGA IL 1° REPARTO DI SMD

    In questi giorni molti colleghi mi hanno contattato, segnalandomi che certi personaggi in cerca di visibilità, stanno creando disinformazione attraverso i social, ma sopratutto diffondendo malessere inutile tra il personale che rappresento, con molta probabilità sembrerebbe da quanto mi è stato...

  • 05.04.2018 11:38

    FOTI: VERGOGNOSO RITARDO DEGLI ADEGUAMENTI STIPENDIALI A FAVORE DEL PERSONALE DELLE FORZE ARMATE, INTERVENGANO I PRESIDENTI DELLA CAMERA E DEL SENATO

    FOTI (COCER): Vergognoso ritardo degli adeguamenti stipendiali a favore del personale delle Forze Armate, intervengano i presidenti della Camera e del Senato. Dopo 9 anni del vergognoso blocco dei contratti, si aggiunge un altrettanto vergognoso ed inaccettabile ritardo degli adeguamenti...

Girolamo Foti nel corso del suo mandato, dopo una serie di provvedimenti disciplinari come è stato illustrato nell'interpellanza parlamentare dei Senatori Campanella e Bocchino, dagli articoli riportati dal fatto quotidiano, nel 2015 è stato denunciato da due superiori di grado della categoria "Ufficiali" per diffamazione pluriaggravata e disobbedienza continuata presso la Procura Militare di Napoli, la stessa Procura ha subito avviato un'indagine nei riguardi di Foti dal 2015 al 2017 interrogando circa un centinaio di militari in tutto il territorio nazionale per aver commentato i post di Foti, al termine delle indagini Foti viene rinviato a giudizio in merito al contenuto di un allegato della delibera n. 42 "Tutela del delegato". del Cocer Comparto Difesa costituito dalle seguenti Sezioni: Esercito, Marina, Aeronauitca. 

Noi amici di Foti seguiremo questa vicenda, gli staremo vicini, convinti che la giustizia faccia il suo dovere istituzionale ed anche morale su questa vicenda. Nel frattempo confidiamo nell'avv. Bitti difensore di Girolamo Foti al processo.

Gli amici dell'Associazione Libera Rappresentanza (il portavoce Francesco Damasco)

Su questa vicenda è intervenuto l'avv. Francesco Pandoli, consulente legale dell'associazione Libera Rappresentanza, il suo ricorso è stato avviato nel 2015 al TAR AMMINISTRATIVO della Sicilia, ad oggi si attende il riscontro. 

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